Il piumaggio e la muta nel pappagallino ondulato

 

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Una delle prime cose che affascina dei pappagalli dal punto di vista estetico è proprio la bellezza del piumaggio e la sua ricchezza di colori e varietà. Parliamo oggi dunque del mantello dei nostri beniamini: come è costituito e il ciclo vitale della piuma, ovvero la muta.

Chi ha in casa con sé degli ondulati o chi ha avuto occasione di vederli dal vivo, sicuramente si sarà accorto della grande varietà di mutazioni di colore del piumaggio: ad oggi ci sono centinaia di varietà e sotto varietà riconosciute dallo standard della Federazione Ornitologica Italiana senza contare le vie di mezzo non riconosciute e le soffusioni di colore tra una mutazione e l’altra.

MA A COSA SERVONO LE PIUME E COME SONO DISTRIBUITE?

Il pappagallino sano presenta il piumaggio completo che si estende su tutta la superficie del corpo, distribuite in maniera più o meno fitta in base alla superficie della pelle che vanno a coprire.

Le penne e le piume contribuiscono a mantenere costante la temperatura del corpo e rappresentano i costituenti essenziali degli organi per il volo (in particolare le piume delle ali e quelle della coda). Il piumaggio inoltre costituisce una protezione fondamentale dell’epidermide dagli agenti esterni.

Si distinguono diverse tipologie di piume: le piume del contorno o piume propriamente dette che coprono il corpo del volatile,  il piumino (che forma uno strato isolante a diretto contatto con la pelle), le penne (lunghe e robuste – remiganti e timoniere) e le filo-piume o piume filiformi.

Le penne dei pappagalli sono leggere e resistenti, dai contorni compatti che formano un disegno ben definito. Sono costituite da una parte assile la cui radice (che si inserisce nel follicolo epidermico) è vuota: il calamo, chiamato anche cannuolo, e una parte piena che è il rachide. La base del calamo che si innesta nel follicolo è ricca di micro vasi sanguigni. Ciascuna piuma si origina da un preciso follicolo cutaneo.

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Dalla parte centrale della penna si diramano barbe parallele da cui si dipartono ulteriori sottili filamenti chiamati raggi o barbule, connessi tra loro tramite piccoli uncinetti detti amuli. Nella parte inferiore della penna, fra calamo e rachide, vi sono dei ciuffetti di barbe più o meno sviluppate.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE…

Anche gli ondulati, come altre specie di uccelli (in particolare del genere Anas, come gli anatridi) possono presentare, se appartenenti a particolari mutazioni (notato in particolar modo nei comuni e negli opali), una caratteristica fascia di piume nere dal pigmento vivo, un elemento distintivo unico costituito da riflessi metallici, in genere verdi scuro-iridescente, situati sulle ali in corrispondenza delle penne remiganti primarie e secondarie, esattamente come è ben visibile nella foto sottostante. Questa prende il nome di “specchio alare”.

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Fra le piume che rivestono il corpo del pappagallino e che contribuiscono a darne il disegno e il profilo, si distinguono:

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Osserviamo un primo piano: i marchi guanciali variano il colore in base alla mutazione di appartenenza, allo stesso modo variano numero e densità di spot.

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Penne e piume sono composte principalmente di cheratina (la stessa sostanza di cui sono costituite le nostre unghie). Essendo soggette alle intemperie, al tempo e al logoramento, le piume cadono periodicamente e vengono rinnovate durante tutta la vita dell’animale. In alcuni periodi vi è un processo di perdita concentrata del piumaggio, che porta alla sostituzione di un gran numero di piume e penne: si tratta del periodo di muta.

LA MUTA DEL PIUMAGGIO

Durante il periodo di muta il pappagallo intensifica l’attività di pulizia del piumaggio per agevolare la caduta delle vecchie piume.

In questo periodo infatti non sarà difficile vedere il pappagallino grattarsi il capo e lisciarsi tutto il piumaggio, in alcune occasioni capiterà di vederlo addirittura staccarsi qualche piumetta da solo.  L’insieme di cellule che costituisce l’apparato germinativo dei follicoli cutanei, mentre crea la struttura della piuma e i nuovi calami, può generare prurito e grande sensibilità, è quindi possibile che il pappagallo sia di cattivo umore, con poca o nulla voglia di essere toccato.

L’aspetto purtroppo ne risentirà e alcuni potrebbero esclamare: << Che brutto è diventato!>>, non abbiate paura: è un processo naturale e questa operazione è di particolare importanza per il benessere dell’animale, ricordate che la muta è qualcosa di temporaneo.

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Giovane maschio in piena muta

A piumaggio rinnovato, i follicoli cutanei entrano in uno stato latente che durerà fino alla muta successiva.

QUANDO AVVIENE LA MUTA?

Alla nascita i pappagallini ondulati (a differenza di altre specie di psittacidi) sono completamente implumi e giorno dopo giorno crescono con gran rapidità.

Nel giro di soli 15 giorni sono già coperti da un fitto piumino e intorno alle tre settimane di vita sviluppano un mantello quasi completo.

Una volta svezzati e completamente autonomi, la prima vera e propria muta avviene attorno ai 4 mesi di vita. Le mute successive non sono facilmente prevedibili in quanto potrebbero avvenire in ogni momento dell’anno, forse dettate da variazioni climatiche, ma non necessariamente avvengono in autunno o in primavera come accade ad altri uccelli. La scarsa previdibilità del periodo di muta aumenta se i nostri pappagallini vivono in casa ad una temperatura mite costante. La durata della muta del piumaggio può variare da poche settimane a diversi mesi.

COME AGEVOLARE IL RINNOVO DEL PIUMAGGIO

Uno dei sintomi di inizio della muta è, oltre all’evidente perdita di piume, anche la perdita di peso, stress e pruriti accompagnati ad una accentuata sensibilità. In questo periodo è possibile aiutarli lasciandoli tranquilli senza dare loro eccessivi stimoli e fornendogli un’alimentazione idonea.

Da non dimenticare come fonte di minerali e calcio è l’osso di seppia: questi devono essere messi sempre a disposizione.

Il bagno può aiutare a favorire un piumaggio pulito e lucente, inoltre contribuisce in questo periodo delicato a distendere ed ammorbidire la pelle, favorendo la fuoriuscita del piumaggio (meglio se nell’acqua viene aggiunta qualche goccia di aceto di mele).

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Importante è far seguire all’animale quotidianamente una dieta sana, ricca di frutta e verdura (date in piccole quantità giornalmente), oltre che di una buona miscela di semi in cui, generalmente, non deve mai mancare il miglio, l’avena decorticata, e la scagliola, che sono l’ABC per un buon mix di sementi – altri semi aggiunti variano in base alle scelte del singolo allevatore: semi di panico, chia, lino, fonio, girasole, niger, canapa e altri vengono usati in diverse percentuali.

La dieta quotidiana nel periodo di muta deve essere integrata da alimenti ricchi di vitamine del gruppo B, D ed E.

Se l’alimentazione è buona e corretta non servono a molto gli integratori o le vitamine sintetiche (che personalmente non uso per scelta) molto meglio affidarsi all’alimentazione naturale e a prodotti freschi.

Nota: se si sceglie di usare vitamine e integratori siate prudenti nelle dosi, non improvvisate e al limite chiedete suggerimento dal vostro veterinario aviario di fiducia: l’abuso di vitamine e sostanze sintetiche potrebbe nuocere anziché aiutare.

Alcuni alimenti ricchi di vitamine del gruppo B:

  • Riso integrale, altri cereali integrali;
  • legumi e soia;
  • frutta a guscio (es. nocciole, mandorle, noci);
  • tuorlo d’uovo (B6 e B12);
  • fagiolini verdi (B1, B2, B6);
  • asparagi (B1, B2)
  • ortaggi verdi freschi;
  • banane.

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Tra i legumi, i piselli sono particolarmente ricchi di vitamine B2 e B6. Ceci, spinaci, fagiolini, arancia, fragole, broccoli e lattuga sono le principali fonti della vitamina B9. Importanti sono anche i cavoletti di Bruxelles, fonte di minerali, vitamine A, K, C e B nonché ricchi di minerali.

Alcuni alimenti ricchi di vitamina D:

  • Uovo (tuorlo in particolare);
  • verdure a foglia verde (es.spinaci, bietole, erbette).

Alcuni alimenti ricchi di vitamina E:

  • Frutta secca (semi di girasole, mandorle, nocciole)
  • ortaggi a foglia verde (es. cime di rapa)
  • erbe aromatiche (basilico)
  • Frutta fresca (albicocche, spinaci, pomodori).

Quelli che ho elencato sono solo alcuni esempi, da non dimenticare infine le erbe prative: il tarassaco, ad esempio, è ricco di vitamine (B1, B2, C, E).

Spero che questo articolo vi sia piaciuto e che sia stato utile e vi invito a ricercare in maniera specifica alcuni alimenti laddove non siete sicuri della tossicità o dei valori nutrizionali.

Elena Bello


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