Maschio o Femmina? Capire il sesso nelle cocorite

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Maschio o femmina? Quante volte sui social nei gruppi dedicati ai pappagallini e nei forum di ornitologia è apparsa questa domanda!

Centinaia e centinaia di neo-proprietari che, giustamente, si pongono interrogativi circa l’identità sessuale del proprio pappagallo.

D’altronde, come possiamo dar loro un nome o un compagno/a della stessa specie se non conosciamo nemmeno il sesso del nostro nuovo coinquilino pennuto? Iniziamo con il dire due parole su come sono fatti gli organi sessuali in queste creature.

L’apparato riproduttore nei pappagalli di sesso maschile, a differenza dei mammiferi, non è visibile esternamente, questo perché le gonadi (o testicoli, da cui si svolge la spermatogenesi) sono situate all’interno del corpo, vicino ai reni e sono provvisti di condotti che permettono, nel momento dell’accoppiamento, l’espulsione dello sperma contenuto nella vescicola seminale, al di fuori della cloaca.

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Accettato il corteggiamento da parte del maschio, la pappagallina abbassa il ventre ed alza la coda: posa che permetterà al maschio di salirle sulla groppa e dare il via all’accoppiamento vero e proprio, durante il quale, il maschio copre la femmina con l’ala sia per proteggere la compagna da eventuali pericoli (o disturbatori) sia per mantenersi in equilibrio durante la copula.

Nelle femmine invece troviamo, all’interno dell’organismo, due ovaie e due ovidotti. Nel corso della crescita dell’animale, l’ovario sinistro si sviluppa e rimane attivo, mentre quello destro regredisce. Nell’apparato riproduttivo femminile, vi è un organo a forma di imbuto, in cui la cellula uovo si innesterà solo dopo la fecondazione degli spermatozoi a seguito dell’accoppiamento, durante il quale avviene il contatto tra le due cloache. Dunque, tutto celato all’interno dell’organismo dell’animale, nella maniera più elegante possibile.

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Primo piano della testa di una pappagallina novella opale azzura.

Fortunatamente per noi, a differenza di molte altre specie, il pappagallino ondulato mostra un dimorfismo sessuale evidente, per cui non è necessario il sessaggio molecolare per piuma o il sessaggio endoscopico da parte del veterinario (quest’ultimo metodo piuttosto invasivo). La differenza tra maschio e femmina non si nota dalle caratteristiche del piumaggio, dalla dimensione del corpo, dal canto o dal portamento, bensì dal colore della cera: una parte di tessuto morbido situato sopra il becco, in cui sono posizionati i fori nasali dell’animale.

Il colore della cera del pappagallino, alla nascita, si presenta completamente rosa, poi, man mano che il pappagallino cresce, è possibile distinguere ad occhio nudo la differenza cromatica che distingue i maschi (rosa carico) dalle femmine (più sul celestino).

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Riconoscere il sesso dei pulli in età da nido (in primo piano nati il 15 e il 16 di marzo 2017). A sinistra una femminuccia, a destra un maschietto

Per questa distinzione in giovane età dalle prime settimane di vita, è necessario un occhio allenato e particolarmente attento. Se l’osservazione verrà effettuata appena dopo che il pappagallino è stato nutrito dalla madre, ovvero durante la fase digestiva, l’esame risulterà più semplice poiché in questo particolare momento, i piccolissimi capillari contenuti nella cera si riempiono di sangue e questo rende più evidente la distinzione di colore: nei maschi la cera si presenta di un colore rosa scuro confetto, in cui il colore si propaga completamente su tutta la cera, mentre nelle femmine, attorno alle narici, si distinguerà un lieve alone circolare bianco.

Intorno ai due mesi di età queste caratteristiche cromatiche diventano sempre più palesi: i maschi avranno la cera rosa scuro e le femmine la cera tendente al bianco, con la parte più esterna della cera che presenterà sfumature azzurrine, mettendo in crisi i proprietari o i negozianti meno esperti che, vedendo l’azzurro, spesso confondono una femmina per un maschio.

Tra la fine dei 4 mesi e i 6 mesi e mezzo, i maschi presenteranno una cera violacea, in cui il colore rosa omogeneo iniziale inizierà a mostrare una contaminazione di blu, mentre le femmine avranno la cera beige tendente al marroncino. Alcune femmine sono prò più precoci di altre e questo passaggio della cera dal bianco al marrone è più svelto: per loro, si tratta del primo picco ormonale.

Alcune femmine dunque iniziano ad avere un “picco” ormonale anche a 5 mesi e mezzo sebbene la pappagallina non sia pronta per un eventuale accoppiamento e non abbia raggiunto ancora la maturità sessuale. Questa condizione, in età adulta, rappresenta il periodo in cui l’animale è più fertile e propenso per la riproduzione. Per la riproduzione vera e propria, è però consigliabile attendere l’avvenuta maturità fisica dell’animale, intorno all’anno di età.

Le fasi cicliche del periodo ormonale possono variare per quanto concerne la durata e la velocità di sviluppo: possono essere stimolate da una serie di fattori, come l’alimentazione, la temperatura, la presenza di maschi o di nidi. Non è detto però che una femmina che presenta la cera totalmente bianca non possa riprodursi, anzi!

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Gradualmente, quando termina il periodo più fertile della femmina, la cera da marrone torna bianca. Questo ciclo si ripeterà nel corso di tutta la loro vita.

Anche i maschi hanno le loro fasi di ciclo ormonale in età adulta in cui presentano nei periodi più fertili la cera di un blu molto intenso.

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Qualora doveste avere ancora dei dubbi sul sesso della vostra cocorita, visionate nuovamente queste immagini e attendete qualche giorno: il mutamento della cera confermerà o smentirà le vostre ipotesi.

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Nei soggetti anziani, il discorso cambia e la cera dei maschi inizia a mutare colore, presentandosi con chiazze di colore marroncino.

ATTENZIONE: Fanno eccezione gli esemplari maschi di alcune mutazioni come gli albini, i lutini, gli avorio (ovvero albini fg II tipo), i fulvi, gli ala merlettata e i pezzati recessivi, in cui il colore della cera non è azzurro/blu, bensì rimane rosa intenso ed omogeneo su tutta la sua superficie, così come nei giovani esemplari maschi delle mutazioni più comuni.

Elena Bello

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